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English breakfast

29 Apr

Non scrivo da una ventina di giorni. Le cose da dire nascono spesso dall’esperienza: la fine dei corsi in francia ha aperto un periodo di peregrinazioni europee, boccata d’aria dopo la routine quotidiana. Il mio disordine mentale costante mi porta ad amare molto le liste. Quando comincio una lista mento a me stessa: la prima parola troneggia tondeggiante, in una calligrafia che non mi appartiene, nei confini della riga. So bene che questa finzione cederà il passo all’incoerenza. Perdonatemi per la natura random delle osservazioni seguenti.

1)Ho preso l’aereo da sola. Per anni e anni ho sviluppato la tecnica retorica della persuasione, costringendo amici, parenti, fidanzati, ad accompagnarmi fino all’altro capo del mondo. Finalmente sono riuscita a vincere  questa paura. Mi ha aiutato molto il consiglio di un medico. Chi ama controllare tutto, gestire e coordinare la sua vita nel dettaglio soffre particolarmente le situazioni di presunto pericolo sulle quali l’operato del singolo non ha influenza. “Homo faber fortunae suae” contro ineluttabilità degli eventi. Riflettendo a questo problema filosofico (che da brava filologa maniaca mi sembra centrale nell’Eneide) ho superato indenne le due ore del volo Karlsruhe-Bari.

2)Presto spero di poter partecipare ad una conferenza che apprezzo molto. Tema: valore dei classici associato alla bontà delle ciambelle. Chiaramente si tratta di una metafora ironica. Ieri pero’ ho sognato un donut gigante che mi infilzava con un tirso. L’angoscia produce nel mio inconscio trashate mitologiche.

3) Oggi mi prude il naso. Sono felice. Quella felcità che solo lo spaesamente e l’immersione in un mondo nuovo possono provocare. Sono felice per la nostalgia verso quello che, per poco tempo, lascio: ne conferma l’importanza. Il letto di Bari e i suoi strati multipli tra lenzuola e coperte amorevolmente ordinate dalle mani materne; l’espressione seria e orgogliosa di mio padre; la soddisfazione e i sorrisi sul volto di care amiche;  la cucina millecolori di strasburgo e la vinaigrette di elodie; l’osservazione dei  montoni (si, vivi e vegeti) del giardino della biblioteca lionnese in un sabato mattina di studio, assieme al mio fidanzato; l’espressione concentrata di mia sorella minore, impegnata nella contrattazione  per un tragitto su un tuctuc indiano. Sono felice per quello che trovo in questa Inghilterra tutta da scoprire. Il cambiamento mi fa respirare, ritrovo il piacere delle piccole cose: fare colazione da sola davanti ad un inglesissimo piatto di fagioli leggendo un saggio nuovo di zecca; entrare in biblioteca vestita da ciclista tedesca, con annesso giubbotto fluorescente, senza rendermene conto; imparare la strada per tornare a casa; guardare la pioggia tamburellare sul tavolo del giardino mentre stringo, nel mio inconfondibile stile da nonnina, la borsa dell’acqua calda; te e biscotti con un’amica.

E ora mi metto a dormire. Da domani basta smancerie: mi ritransformero’ in topo da biblioteca.

Buonanotte

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Ricerca et gourmandise: 5 motivi per essere felice

15 Dic

Domani esami del primo semestre. Ho preparato gli esercizi e la versione da somministrare ai poveri neo-latinisti da settimane. Oggi una giornata per me e il mio amico immaginario (Virgilio):

1) La biblioteca ha ritrovato il libro che mi interessava Cosmos and Imperium di P. Hardie

2) La boulangerie sulla strada della biblioteca mi ha ulteriormente ricompensato con una baguette calda

3) La lettura del suddetto libro mi ha entusiasmato e fatto virgilianamente sognare tutta la mattina

4)  Il rito di lettura si é consumato nell’accogliente caffetteria del dipartimento di storia dell’arte, luogo topico per il suo latte e nesquik artigianale.

5) L’angoscia dello “srivere qualcosa di memorabile per un solo lettore virgiliano” si é transformata per qualche secondo in una timida speranza.

Buona giornata a tutti voi.

 

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