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10 buone regole della traduzione da applicare alla politica

21 Nov
  1. Costanza:  la traduzione è un percorso lungo e complesso; l’impegno intellettuale è l’unico antidoto allo sconforto.
  2. Competenza: la traduzione richiede abilità specifiche. La loro perenne acquisizione è garantita solo dall’esercizio nel tempo.
  3. Lungimiranza: la traduzione vede più in là della punta del suo naso. Pazientare e leggere l’enunciato per intero sono tappe indispensabili  alla comprensione della frase.
  4. Trasparenza: la traduzione richiede onestà intelletuale e capacità di definire i propri limiti.
  5. Indipendenza: la presenza di traduzioni precedenti deve ispirare e non opprimere la creativitá del nuovo traduttore.
  6. Collaborazione: la discussione a più voci migliora la traduzione.
  7. Dubbio: un buon traduttore si pone molte domande e si trova, spesso, nell’incertezza.
  8. Scelta: nonostante le esitazioni,  il traduttore deve fare delle scelte precise, motivate, utili a  far rivivere il testo.
  9. Coerenza: nella prospettiva della preservazione della coerenza del testo, bisogna avere la drammatica consapevolezza che ogni scelta influenzerà la successiva.
  10. Passione: l’ingrediente segreto di una traduzione riuscita.
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Menomale che adesso non c’è Nerone: la caduta di Berlusconi

14 Nov

L’evolversi burrascoso e tormentato della scena politica italiana mi ha tenuta incollata al monitor per tutto il weekend. Ho seguito la crisi online su diverse testate giornalistiche italiane ed internazionali. Da classicista ho notato con ironia e stupore il ruolo inaspettato della latinità in questo guazzabuglio mediatico.

1) La rifunzionalizzazione  della frase Sic transit gloria mundi (così è passata la gloria del mondo) pronunciata dall’ormai ex-premier italiano in occasione della morte di Gheddafi. Questa locuzione latina sottolinea la caducità delle cose umane e la transitorietà intrinseca del potere: secondo il rito cattolico, deve essere ripetuta tre volte davanti al pontefice neoeletto per fargli prendere coscienza della sua piccolezza davanti alla magnificenza della missione divina. Il web si è scatenato riproponendola come inno alle dimissioni del premier.

2) I titoli dei giornali gridano alla caduta dell’impero berlusconiano. Questa volta però la disfatta politica di un imperatore potrebbe paradossalmente portare al salvataggio globale dell’impero romano della modernità, la zona euro, assalita dagli incubi di bancarotta.

3)Il parallelo sostenuto dal mondo dell’economia pragmatica (i siti del Financial Times e del The Economist; N. Roubini dal suo profilo Twitter) tra Berlusconi e l’imperatore Nerone: mancanza di senso delle responsabilità, corruzione, sessualità di corte sfrenata, congiure e giochi di potere. Berlusconi sconfina nell’indecenza cantando gioiosamente in banchetti mondani, incurante della Roma finanziaria che brucia.

Un augurio all’Italia: che possa lasciarsi alle spalle gli scandali per dedicarsi a risolvere problemi.


Menomale che adesso non c’e’ Nerone
Pero’ in fondo ci sapeva fare
e per distrarli dalle cose serie
ogni domenica li mandava in ferie
tutti allo stadio a farli divertire

Classici e camembert

6 Nov

Giornalmente attraverso Rue de l’Observatoire per rientrare a casa dall’università: eleganti abitazioni da sogno si affacciano su un giardino botanico. Il manto stradale disomogeneo riproduce l’effetto “san pietrino romano”. Al tremolio della bicicletta si aggiunge un leggero prurito al naso: circa a metà strada, nei pressi dell’appartamento dalle tende rosse, le mie papille olfattive sono ogni volta inspiegabilmente stimolate da un intenso odore di camembert. La scena si ripete  col cambiare delle stagioni. Non so perché, ma mi sono autoconvinta della presenza di una pianta di camembert all’interno del giardino. Secondo l’umore, fantastico sulla sua possibile forma fisica: da canna di bambù a albero della cuccagna. Un sogno infantile, costante, dalla durata di una manciata di secondi.

Cosa hanno in comune i classici con il profumo del camembert della mia fantasia? Entrambi, a partire da una situazione identica a se stessa e altamente ritualizzata, regalano il gusto di  alternative multiformi all’intimo del mio immaginario.

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