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Classici

20 Feb

 je crois qu’un livre classique est un livre que nous lisons d’une certaine façon. C’est-à-dire que ce n’est pas un livre écrit d’une certaine façon, mais lu d’une certaine façon. […] Un livre classique est un livre lu d’une certaine manière.

Borges en dialogues, J. L. Borges et O. Ferrari, 10/18.

Citazione

Man walks with …

13 Feb

Man walks with his feet on the ground and his head in the air; and the history of what has happened on earth —the history of cities and armies and of all the things that have had body and form—is only one-half the Story of Mankind.

Louis Mummford, The Story of Utopias.

Animalité

12 Feb

Nous sommes des animaux. Nous naissons, nous grandissons, nous mourons, nous nous reproduisons: c’est le règne animal. Et pourtant comme disait mon maître Meyerson, il y a un niveau de l’humain, et ce niveau n’est pas identique à celui de l’animal. Cela veut dire que l’évolution et l’histoire font émerger au sein même de l’animalité quelque chose que l’animalité ne comporte pas. Qu’on prenne le langage, les institutions sociales, la religion, l’art, la science, le savoir, la philosophie, etc. On y voit s’exercer une capacité des hommes à rendre présent ce qui n’est pas là, à représenter l’absence sous toutes ses formes pour en fabriquer des objets de pensée.
J.P. Vernant, La Traversée des frontières

I classici

11 Feb

I classici
Butterati dalle ustioni, fra i ponteggi
dei restauratori i classici guardano
a noi con l’occhio sazio del rapace
che ci riduce a istanti. Non sopportano
luci artificiali: notte sia notte,
nubi a plotoni senza temporali.
Stringono il cuore, ma come lo possono
fare le mani tramutate in ali.
Nel nostro andare noi li perdoniamo,
spettri educati, mutili e ideali.
Se li studiamo, ancora ci minacciano.
Ma quale polvere. Quali scaffali.

Paolo Ferraro

Citazione

Translation

10 Feb

“The word ‘translation’ comes, etymologically, from the Latin for ‘bearing across’. Having been borne across the world, we are translated men. It is normally supposed that something always gets lost in translation; I cling, obstinately to the notion that something can also be gained.”
Imaginary Homelands, Salman Rushdie

Mi illumino d’idee: Tedx Paris Universités

3 Mag

Se normalmente sono radiosa solo a causa della fluorescenza del mio gilet da ciclista, oggi mi illumino per poter finalmente condividere con voi una buona notizia.
Sono stata selezionata per partecipare alla conferenza TedxParisUniversités: avro’ l’opportunità rara di parlare di filologia e scienze umane davanti ad un pubblico di non specialisti. Lavoro duro per presentare la materia che amo e l’approccio metodologico a questa connesso al massimo delle mie possibilità.
Ecco il sito web e il teaser della conferenza che avrà luogo a parigi il 19 maggio alla cité des sciences (probabilmente nel pomeriggio ma l’orario è da definire!). La conferenza è a pagamento ed i biglietti sono prenotabili su http://atendy.com/event/942677
Aiutatemi a diffondere il verbo!
Buona giornata a tutti,
Giovanna

Tecnologia classicista

22 Mar

In queste ultime settimane ho riflettuto molto sulla natura del rapporto tra uomo e macchina nella modernità. Le mie osservazioni si sviluppano nelle discussioni serali con Melanie, brillante dottoranda in biometria, ed Elodie , appassionata studentessa di storia. Un riassunto conciso delle domande che mi sono posta:

– la pedagogia si trasformerà radicalmente a causa dell’introduzione di supporti tecnologici a scuola?

Penso di no. Dal piccolo della mia esperienza didattica posso affermare che la comunicazione verbale diretta resta la maniera più chiara e parlante per veicolare un concetto. Le piattaforme pedagogiche di cui si stanno progressivamente dotando le università rappresentano uno spazio pratico dove accumulare il materiale didattico fornito a lezione. In questo caso la tecnologia facilita la diffusione ma non influisce sulla concezione del contenuto.

– la tecnologia delle lavagne luminose e  del tablet al posto del libro  rappresenta un beneficio  effettivo per gli studenti?

Dopo aver letto diversi articoli sulla rivoluzione informatica nella scuola francese, sono sempre più convinta degli effetti negativi di questo approccio. L’idea di una tecnologia aperta a tutti e utilizzabile nel quotidiano è già una realtà tra gli studenti della nostra generazione. Sorrido quando gli “esperti della pedagogia informatica” incitano la popolazione studentesca ad andare su internet. Oggi abbiamo la percezione di essere continuamente, quasi ontologicamente, connessi alla rete. Non dobbiamo apprendere a navigare ma piuttosto imparare a ritirarci in un porto sicuro dove l’iperconnettività lasci spazio ai pensieri dell’individuo. Penso che gli studenti abbiano bisogno di imparare a riflettere senza essere connessi, a costruire strutture logiche in maniera autonoma e indipendente, ad utilizzare strumenti alternativi alla rete. Mi chiedo se in Francia l’acquisto massivo di lavagne luminose e tablets per le scuole non sia legato maggiormente ad una maxi operazione industriale che ad una rivoluzione della conoscenza.

-come integrare l’utilizzo ragionato della tecnologia ad un percorso personale di ricerca?

Personalmente ho scelto di acquistare un IPAD per due ragioni: non voglio restare tagliata fuori dalla nuova logica delle applicazioni; per ragioni lavorative ho bisogno di avere sotto mano grandi quantità di documenti durante le mie trasferte a Lione e Friburgo. Per me la tecnologia resta un mezzo di organizzazione d’informazioni, non uno strumento di pensiero. Per questo reagisco con irritazione quando sento espressioni stereotipate come “la letteratura classica deve adattarsi alle nuove tecnologie per non scomparire”. La letteratura classica non deve scomparire perchè insegna a pensare, a concepire, a strutturare. Incrementarne la diffusione tramite la tecnologia è sicuramente necessario: si tratta però sempre di un mezzo e non del fine ultimo.

Penso di poter oppormi alla tecnologizzazione forzata della scuola proprio perchè conosco questi strumenti e non devo osannarli per la paura di essere tacciata di spirito retrogrado.

Spero di poter insegnare ai miei studenti la differenza tra informazione e sapere. Il sapere necessita di uno sforzo intellettuale, un’appropriazione del contenuto, una maturazione progressiva che non possiamo ottenere con un solo click.

Una lettura consigliata: L’école à l’époque de son reconditionnement technologique, Florent Gouget dans École la servitude au programme, Bulletin critique des sciences, des technologies et de la société industrielle n.10)

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