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Al telefono con Allah

15 Gen

Dopo un Sabato di studio matto e disperatissimo ho deciso di concedermi una rigenerante passeggiata domenicale mattutina. A Lyon amo molto il quartiere della Guillotière: crocevia di culture e sapori della Francia multietnica. Le strade profumano di tè marocchino alla menta, gli occhi si riempiono dei colori di delicati dolci alle mandorle arabi. Sono entrata incuriosita in una libreria musulmana integrata ad un piccolo centro commerciale e ho potuto consultare dei volumi dai titoli sorprendenti: “Guida islamica al matrimonio misto”, “Il paziente ospedaliero islamico” ed infine “Parlare al cellulare secondo le regole della tradizione islamica”! Il contenuto di questi testi, il cui titolo ispirava un sorriso, era, contro ogni mia aspettativa,  ragionevole, coerente e spesso valido anche per la sottoscritta: semplici norme del buon vivere in comunità categorizzate dall’aggettivo islamico. Mi domando come sia vivere in un contesto in cui la religione costituisce l’ossatura della società, della famiglia e delle abitudini quotidiane. Mi domando se il proliferare di regole è direttamente o inversamente proporzionale ad un aumento di seguaci. E ancora, con un salto nel passato, la religione augustea aveva la stessa autorità sociale presso un cittadino romano medio?  Molte domande, voglia di trovare le prime risposte.

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Autobus e pregiudizi

7 Gen

Spesso per la discesa natalizia nel grande Sud prendo il mitico autobus di una nota compagnia pugliese: trasporto diretto da Lyon Perrache a Bari Largo Sorrentino. Il clima da gita scolastica con sconosciuti é normalmente piacevole. Quest’atmosfera rilassata non può e non deve dare spazio a argomenti razzisti e discriminatori. Da questo viaggio ho tratto diversi insegnamenti:

1) Controbattere con forza e convinzione ad ogni riferimento razzista, in ogni contesto. Non accettare il qualunquismo. Non farsi ingannare dall’aria bonaria dell’italiano medio amante della conversazione nutrita da pregiudizi.

2) Bisogna valutare il prossimo dall’educazione e dalle competenze, mai dall’etnia di appartenenza. Se attacchi uno straniero perché maleducato, devi insistere sulle sue cattive maniere e non sulla sua nazionalità.

3)Gli italiani immigrati all’estero sono spesso sorprendentemente razzisti. Il mix esplosivo é fornito dalla volontà tutta freudiana di riaffermarsi come “veri” italiani e dalla paura di vedersi sorpassati dai nuovi migranti.

Caricare la figura dell’italiano all’estero di tratti tipici e caratteristici è divertente. Selezionare i “veri” italiani sulla base dell’aderenza al pregiudizio è inquietante e demoralizzante.

Multi-turki

9 Nov

In questo blog vorrei essere capace di raccontare la mia realtà unicamente attraverso la mia professione. Non posso però dimenticare che l’amore per la letteratura antica ha influito profondamente su alcune mie scelte personali.

Ieri sera ho assistito alla serata d’apertura del festival Augenblick:  in scena il film Almanya, commedia sul tema delicato dell’emigrazione turca in germania. Durante il mio primo anno teutonico mi sono ritrovata più e piú volte a spiegare agli amici tedeschi, ingannati dal mio naso aquilino, di non essere turca ma italiana. L’ironia della sorte vuole che ieri, davanti alla scena d’addio alle coste dell’Anatolia da parte dei protagonisti, sia riuscita a sentirmi, per la prima volta, un po’ “turca” nell’animo.

Questo film mi ha fatto riflettere indirettamente sulla mia condizione di classicista emigrata. Ringrazio il destino per avermi lasciato la possibilità di scegliere: non sono stata costretta a partire da Bari, la mia cittá natale, a causa di fattori esterni ma ho avuto il privilegio di  andare via per il gusto di sperimentare.

Le mie peregrinazioni tra Italia, Francia e Germania mi hanno aiutato a guardare i classici, ed il mondo, secondo prospettive inusuali, in un percorso parallelo e complementare.

L’Italia è la terra delle origini: della mia passione per Virgilio, della famiglia, delle amicizie decennali.

La Germania é la terra del rigore: dell’approccio linguistico e prettamente filologico ai classici, della vita semplice e depurata dagli oggetti inutili.

La Francia é la terra delle sfide e dell’opportunità: della ricerca antropologico-religiosa sulla classicità, di un lavoro che mi fa sentire viva.

Grazie a tutte le persone che in questi anni in angoli diversi dell’Europa  mi hanno fatto sentire a casa e mi hanno dato le energie per lavorare con passione ai mie progetti odierni.

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