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Nietzsche a fumetti

3 Mar

Nella mia visita settimanale alla mediateca ho scovato un fumetto frutto della collaborazione tra il filosofo Onfray e il disegnatore Leroy sul pensiero di F. Nietzsche. Ecco un monito del filosofo da tenere a mente per le future letture per la tesi:

“Faresti meglio a non aprire dei libri che la tua intelligenza limitata non può comprendere!”

Buona giornata!

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Itaca

2 Mar

Non ho una buona memoria musicale e spesso non ricordo le parole delle canzoni che mi accompagnano dalla giovinezza. Questa realtà mi ha regalato il privilegio di leggere i cantautori italiani, e in particolare Lucio Dalla, come scrittori e poeti. Plasmata dagli studi classici, mi sono ritrovata ad amare incondizionatamente e parallelamente una canzone ed una poesia dallo stesso titolo odissiaco: Itaca. Per voi, due passaggi scelti che rappresentano due stadi complementari del viaggio: l’eccitazione della scoperta del diverso e la melanconia della lontananza forzata.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

(Itaca, Kavafis)

Capitano che hai negli occhi
il tuo nobile destino
pensi mai al marinaio
a cui manca pane e vino
capitano che hai trovato
principesse in ogni porto
pensi mai al rematore
che sua moglie crede morto
itaca, itaca, itaca
la mia casa ce l’ho solo

(Itaca, Dalla)
Grazie a chi è capace di raccontare la concretezza della realtà umana, variabile e multiprospettica, attraverso la sensibilità di una parola poetica calibrata ed essenziale.

Marionette ed estetica

10 Feb

Serata interessante al teatro de Célestins di Lione: ho visto uno spettacolo di marionette sull’acqua che ha l’ambizione di raccontare la storia della migrazione dalle campagne alla città in Vietnam. I burattinai si infilano silenziosamente nel bacino d’acqua al centro della scena e diventano l’anima silenziosa delle marionette galleggianti: questi scheletri in legno multicolore si trasformano con movimenti delicati e decisi in creature aquatiche mobili e vivaci.

Eppure, nonostante la tecnica raffinata e la scenografia inusuale, mi sono annoiata. Una noia che non deriva affatto dalla mancata attenzione del regista nei confronti del pubblico o dalla poca professionalità dei burattinai: una noia di cui sono la sola responsabile, per una forma diffusa di prigrizia estetica.

L’estetica dalla quale mi sento rappresentata è quella della modernità: amo la complessità, la frammentazione, la messa in discussione. Davanti ad uno spettacolo che porta in scena l’armonia della simmetria, della simultaneità  e della delicatezza non ho saputo come reagire.

A volte un’opera d’arte, uno spettacolo, un classico possono produrre l’effetto collaterale dello straniamento (Verfremdung). A volte bisogna farsi un po’ di coraggio e osare concentrarsi su una manifestazione artistica lontana dai nostri orizzonti di attesa.

Forte di una nuova consapevolezza, mi sono goduta la seconda parte dello spettacolo.

Alla fiera dei luoghi comuni

6 Feb

Grazie all’aiuto dei potenti mezzi tecnologici del mio rifugio lionnese ho potuto scannerizzare la vignetta scarabocchiata la settimana scorsa subito dopo la formazione complementare “Marketing e produttività d’impresa” ^^

Buona settimana a tutti!

La memoria non é un insieme di ricordi

3 Dic

Enseigner c’est dire espérance

Étudier fidélité

Ils avaient dans l’adversité

Rouvert leur Université

À Clermont en plein cœur de France

(Chanson de l’Université de Strasbourg)

 

All’uscita del mio corso di grammatica latina ho notato un folto gruppo di persone nell’atrio del Palais Universitaire di Strasbourg. Dei signori anziani, dal viso segnato e dignitoso erano intenti a celebrare i compagni caduti durante la resistenza al nazismo: il 25 novembre 1943 la Gestapo irrompe nella sede dislocata dell’Università di Strasburgo a Clermont Ferrand. Studenti e insegnanti sono arrestati e deportati nei campi di concentramento tedeschi. Gli studenti della nuova generazione hanno partecipato all’evento: chi per curiosità, chi per caso, chi per tradizione familiare. Il discorso di apertura di uno dei testimoni mi ha particolarmente colpito: con una voce roca e tremante ha ripetuto insistentemente che la memoria non è un insieme di ricordi. Se la memoria consistesse nella ricostruzione minuziosa dei fatti, sarebbe inevitabilmente destinata ad inaridirsi. La memoria deve spingersi oltre la concretezza degli avvenimenti. Ricordare significa tendere verso un insieme di valori universali espressi nel passato ma riproponibili nel presente. Prima della commemorazione non avevo mai notato la placca marmorea che troneggia nell’atrio. Ora, ogni mattina, salendo le scale di corsa, impegnata nel trasporto mattutino equilibrista di una pila instabile di libri virgiliani, il mio occhio girovago si posa volontariamente su questi nomi iscritti nella pietra.

http://www.unistra.fr/clermont1943/soixantehuitans.html

Menomale che adesso non c’è Nerone: la caduta di Berlusconi

14 Nov

L’evolversi burrascoso e tormentato della scena politica italiana mi ha tenuta incollata al monitor per tutto il weekend. Ho seguito la crisi online su diverse testate giornalistiche italiane ed internazionali. Da classicista ho notato con ironia e stupore il ruolo inaspettato della latinità in questo guazzabuglio mediatico.

1) La rifunzionalizzazione  della frase Sic transit gloria mundi (così è passata la gloria del mondo) pronunciata dall’ormai ex-premier italiano in occasione della morte di Gheddafi. Questa locuzione latina sottolinea la caducità delle cose umane e la transitorietà intrinseca del potere: secondo il rito cattolico, deve essere ripetuta tre volte davanti al pontefice neoeletto per fargli prendere coscienza della sua piccolezza davanti alla magnificenza della missione divina. Il web si è scatenato riproponendola come inno alle dimissioni del premier.

2) I titoli dei giornali gridano alla caduta dell’impero berlusconiano. Questa volta però la disfatta politica di un imperatore potrebbe paradossalmente portare al salvataggio globale dell’impero romano della modernità, la zona euro, assalita dagli incubi di bancarotta.

3)Il parallelo sostenuto dal mondo dell’economia pragmatica (i siti del Financial Times e del The Economist; N. Roubini dal suo profilo Twitter) tra Berlusconi e l’imperatore Nerone: mancanza di senso delle responsabilità, corruzione, sessualità di corte sfrenata, congiure e giochi di potere. Berlusconi sconfina nell’indecenza cantando gioiosamente in banchetti mondani, incurante della Roma finanziaria che brucia.

Un augurio all’Italia: che possa lasciarsi alle spalle gli scandali per dedicarsi a risolvere problemi.


Menomale che adesso non c’e’ Nerone
Pero’ in fondo ci sapeva fare
e per distrarli dalle cose serie
ogni domenica li mandava in ferie
tutti allo stadio a farli divertire

Quoi de neuf, docteur?

13 Nov

Questo é l’accattivante sottotitolo della mostra dedicata alla medicina a Roma dal museo gallo romano di Lione. Ho visitato la mostra in compagnia di un amico, futuro medico: effettivamente avevamo l’impressione di poterci reciprocamente avvicinare ai rispettivi domini di interesse, medicina e classicità.

I curatori hanno privilegiato un’organizzazione dei contenuti a misura del grande pubblico. Il percorso, costruito con attività interattive, insiste su tre o quattro concetti di base, posti a fondamento della medicina romana.

Io ed il mio accompagnatore, essendo parzialmente specialisti, siamo rimasti delusi da questa parentesi medico-romana.

Mi pongo quindi una domanda: come rendere i classici accessibili al grande pubblico senza sottometterli ad una banale semplificazione?

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