Archivio | febbraio, 2012

Enjoy the silence

29 Feb

Il mio silenzio prolungato sul blog è stato concomitante ad un periodo altalenante d’oppressione e libertà. Per qualche giorno sono stata schiacciata dalle necessità organizzative e amministrative: le idee si insinuavano nella testa ma venivano soffocate dalla realtà di montagne di carta. Poi ho respirato a fondo l’aria densa di odori di New Delhi dove, la sera, dopo passeggiate turistiche mattutine,  ritrovavo con gioia mia sorella in una delle molteplici mense universitarie. Il distacco dai problemi del lavoro quotidiano mi ha regalato la libertà e il piacere di una riflessione disinteressata. Questo silenzio è stato produttivo, intellettualmente vivace e appagante ed ora sono pronta a condividerne i frutti:

a) Les enfants de Stalin, Owen Matthews: Un romanzo che mi ha tenuta incollata alla pagina persino tra i sobbalzi dei tuctuc, tre ruote a gas indiani indispensabili per muoversi nella città. Uno storico racconta le sue origini anglo-russe ripercorrendo la storia della sua famiglia e l’amore impossibile dei suoi genitori sotto il comunismo di Stalin. L’oggettività della voce narrante esprime tutta l’intensità di vite lontane e al limite dell’incredibile. Un libro che invoglia a rileggere un manuale di storia. (in Italia edito da Piemme, La casa dei bambini dimenticati)

b)Un minuscolo negozio di oggetti per la casa situato all’interno della JNU University nascondeva una magnifica libreria: a prezzi stracciati disponibili i volumi della Oxford India Paperbacks. La scelta è caduta su Eastern religions & Western thought di S. Radhakrishnan, professore ad Oxford e, in un secondo momento, presidente dell’India:” To be spiritual is not to reject reason but to go beyond it. It is to think so hard that thinking becomes knowing or viewing, what we might call creative thinking. Philosophy and religion are two aspects of a single movement”

c) Sono tornata con la voglia di sognare nella routine, di viaggiare stando a casa. Presa dalla frenesia mi sono fatta un regalo: una guida speciale della mia città acquisita. Mi perdo nelle illustrazioni di Lisa Herzog per ritrovare il brivido della scoperta nella vita di ogni giorno.

Buona giornata!

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Dell’utilità di una conversazione tra sconosciuti

11 Feb

Marionette ed estetica

10 Feb

Serata interessante al teatro de Célestins di Lione: ho visto uno spettacolo di marionette sull’acqua che ha l’ambizione di raccontare la storia della migrazione dalle campagne alla città in Vietnam. I burattinai si infilano silenziosamente nel bacino d’acqua al centro della scena e diventano l’anima silenziosa delle marionette galleggianti: questi scheletri in legno multicolore si trasformano con movimenti delicati e decisi in creature aquatiche mobili e vivaci.

Eppure, nonostante la tecnica raffinata e la scenografia inusuale, mi sono annoiata. Una noia che non deriva affatto dalla mancata attenzione del regista nei confronti del pubblico o dalla poca professionalità dei burattinai: una noia di cui sono la sola responsabile, per una forma diffusa di prigrizia estetica.

L’estetica dalla quale mi sento rappresentata è quella della modernità: amo la complessità, la frammentazione, la messa in discussione. Davanti ad uno spettacolo che porta in scena l’armonia della simmetria, della simultaneità  e della delicatezza non ho saputo come reagire.

A volte un’opera d’arte, uno spettacolo, un classico possono produrre l’effetto collaterale dello straniamento (Verfremdung). A volte bisogna farsi un po’ di coraggio e osare concentrarsi su una manifestazione artistica lontana dai nostri orizzonti di attesa.

Forte di una nuova consapevolezza, mi sono goduta la seconda parte dello spettacolo.

Alla fiera dei luoghi comuni

6 Feb

Grazie all’aiuto dei potenti mezzi tecnologici del mio rifugio lionnese ho potuto scannerizzare la vignetta scarabocchiata la settimana scorsa subito dopo la formazione complementare “Marketing e produttività d’impresa” ^^

Buona settimana a tutti!

Università: questione di feeling

3 Feb

Oggi ho partecipato alla giornata porte aperte destinata ai maturandi. Tra gli stand le sagome di adolescenti indecisi e speranzosi sono sovrastate dalla mole mastodontica di materiale in-formativo a loro indirizzata. Diverse considerazioni su questa esperienza:

  • in primis, molto positiva la presenza di numerose filiere triennali altamente professionalizzanti che propongono un percorso integrato tra teoria e apprendistato : ottico, artigiano, agricoltore, informatico.

  • se da una parte gli studenti possono sembrare persi nella difficoltà della scelta (Vorrei fare l’architetto, il dentista, il filosofo!), dall’altra sono attenti alla logica di mercato delle formazioni (Mi dicono che a Basilea ci sono bellissime feste e molti studenti coetanei, mi regalano due penne e pensano sia fatta. La pubblicità ingannevole non mi convince!)

  • La presenza di numerose alternative fa diminuire i candidati per le discipline umanistiche che sembrano apparentemente consapevoli della natura temeraria e precaria della loro scelta.

Mi sono interrogata sulle dinamiche della mia scelta passata: la solidità economica della mia famiglia mi ha permesso di intraprendere degli studi socialmente percepiti come “interessanti ma inutili” e intrinsecamente “elitari”. Questi anni di studio mi hanno formato come persona: ora sono capace di analizzare la scelta alla base del mio percorso universitario e comprendere i fattori che l’hanno resa possibile; sono felice perché faccio quello che mi piace, una felicità segnata dal dubbio costante sulla possibilità di diventare insegnante a lungo termine. Oggi ho cercato di non vendere un sogno: ho spiegato le difficoltà del percorso a ostacoli di una carriera da latinista o grecista, ho insistito sulla necessità di reinventarsi nel proprio immaginario per sfuggire all’incertezza. Spero di essere riuscita anche a trasmettere, almeno in piccola parte, l’entusiasmo dei primi risultati scientifici, la gioia delle prime esperienze pedagogiche:

Buona fortuna a voi, studenti di domani!


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