Pensieri religiosi in cucina

26 Dic

Questo Natale ho deciso di regalare alle mie amiche un viaggio tra i sapori francesi : un atelier di cucina per riproporre i piatti della mia seconda patria. I momenti a tavola con le mie amiche baresi costituiscono un patrimonio di ricordi preziosi: mi piace parlare con loro perché siamo incredibilmente diverse e inspiegabilmente unite. Tra un pezzo di torta e l’altro abbiamo discusso di religione. Non sono credente: la sera di Natale ho finito il libretto di Bertrand Russel Why I am not a Christian e la coincidenza mi ha fatto sorridere. L’argomento della mia tesi di dottorato mi porta a riflettere al ruolo e all’evoluzione della religione tra antichità e modernità. Considero la religione scientificamente come un fenomeno politico e sociale. Mi piace parlare con le mie amiche perché la conoscenza di lunga data ci sottrae al pericolo di giudicarci reciprocamente indossando i paraocchi delle nostre convinzioni ideologiche. Parlando con loro ho riscoperto l’esistenza di un’attitudine intima, riflessiva, interiore del bisogno religioso. Grazie a loro oggi leggo l’Eneide con occhi diversi: tengo a mente la differenza persistente tra necessità religiosa dell’individuo e apparato religioso istituzionale.

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