Archivio | dicembre, 2011

Regalo post-natalizio ai classicisti

30 Dic

Una lista dei mie blog preferiti su classici e dintorni per rimettersi al lavoro dopo la pausa natalizia:

1) http://lizgloyn.wordpress.com/ Mi piace per la continua connessione tra attività di ricerca e attività didattica

2) http://timesonline.typepad.com/dons_life/ Parlare ironicamente di filosofia antica e moderna attraverso l’esperienza quotidiana.

3)http://rogueclassicism.com/ Per tenersi aggiornati sulle novità di settore

4)http://lapinobservateur.over-blog.com/ Su consiglio di un collega, risate a fumetti sulla tesi!

Qualcuno di voi ha altri indirizzi da consigliare?

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Pensieri religiosi in cucina

26 Dic

Questo Natale ho deciso di regalare alle mie amiche un viaggio tra i sapori francesi : un atelier di cucina per riproporre i piatti della mia seconda patria. I momenti a tavola con le mie amiche baresi costituiscono un patrimonio di ricordi preziosi: mi piace parlare con loro perché siamo incredibilmente diverse e inspiegabilmente unite. Tra un pezzo di torta e l’altro abbiamo discusso di religione. Non sono credente: la sera di Natale ho finito il libretto di Bertrand Russel Why I am not a Christian e la coincidenza mi ha fatto sorridere. L’argomento della mia tesi di dottorato mi porta a riflettere al ruolo e all’evoluzione della religione tra antichità e modernità. Considero la religione scientificamente come un fenomeno politico e sociale. Mi piace parlare con le mie amiche perché la conoscenza di lunga data ci sottrae al pericolo di giudicarci reciprocamente indossando i paraocchi delle nostre convinzioni ideologiche. Parlando con loro ho riscoperto l’esistenza di un’attitudine intima, riflessiva, interiore del bisogno religioso. Grazie a loro oggi leggo l’Eneide con occhi diversi: tengo a mente la differenza persistente tra necessità religiosa dell’individuo e apparato religioso istituzionale.

Ricerca et gourmandise: 5 motivi per essere felice

15 Dic

Domani esami del primo semestre. Ho preparato gli esercizi e la versione da somministrare ai poveri neo-latinisti da settimane. Oggi una giornata per me e il mio amico immaginario (Virgilio):

1) La biblioteca ha ritrovato il libro che mi interessava Cosmos and Imperium di P. Hardie

2) La boulangerie sulla strada della biblioteca mi ha ulteriormente ricompensato con una baguette calda

3) La lettura del suddetto libro mi ha entusiasmato e fatto virgilianamente sognare tutta la mattina

4)  Il rito di lettura si é consumato nell’accogliente caffetteria del dipartimento di storia dell’arte, luogo topico per il suo latte e nesquik artigianale.

5) L’angoscia dello “srivere qualcosa di memorabile per un solo lettore virgiliano” si é transformata per qualche secondo in una timida speranza.

Buona giornata a tutti voi.

 

Parodia della provvidenza divina 1

13 Dic

Il est démontré, disait-il, que les choses ne peuvent être autrement : car, tout étant fait pour une fin, tout est nécessairement pour la meilleure fin. Remarquez bien que les nez ont été faits pour porter des lunettes, aussi avons-nous des lunettes.

Candide, Voltaire

É dimostrato, diceva, che le cose non possono essere altrimenti: perché, essendo tutto fatto per un fine, tutto é necessariamente fatto per il miglior fine possibile. Osservate che i nasi sono stati creati per portare gli occhiali e cosí noi portiamo gli occhiali.

A presto un riassunto conciso sulle letture teologiche, epistemologiche e fantasmagoriche degli ultimi giorni.

Ironico latino

11 Dic

“La chiesa cattolica romana sostiene che un prete può trasformare un pezzo di pane in sangue e corpo di Cristo parlandogli in latino.”

Traduzione libera da Religion and Science di Bertrand Russell.

Passato, morto e risorto

4 Dic

Non mi interesso al passato per cercare di farlo rivivere ma perchè é morto. In questa attitudine non c’è alcuna teleologia della resurrezione ma piuttosto la constatazione del fatto che il passato è morto. E’ a partire da questa morte che possiamo dirne cose assolutamente serene , completamente analitiche e anatomiche, non indirizzate ad una possibile ripetizione o resurrezione. (…) Sono un medico, diciamo che sono un “diagnosticatore”. Voglio fare una diagnosi e il mio lavoro consiste ad aggiornare tramite l’incisione della scrittura qualche cosa che rappresenti la verita di cio’ che è morto.

 

Traduzione libera di Michel Foucault, Le beau danger- Entretien avec Claude Bonnefoy.

La memoria non é un insieme di ricordi

3 Dic

Enseigner c’est dire espérance

Étudier fidélité

Ils avaient dans l’adversité

Rouvert leur Université

À Clermont en plein cœur de France

(Chanson de l’Université de Strasbourg)

 

All’uscita del mio corso di grammatica latina ho notato un folto gruppo di persone nell’atrio del Palais Universitaire di Strasbourg. Dei signori anziani, dal viso segnato e dignitoso erano intenti a celebrare i compagni caduti durante la resistenza al nazismo: il 25 novembre 1943 la Gestapo irrompe nella sede dislocata dell’Università di Strasburgo a Clermont Ferrand. Studenti e insegnanti sono arrestati e deportati nei campi di concentramento tedeschi. Gli studenti della nuova generazione hanno partecipato all’evento: chi per curiosità, chi per caso, chi per tradizione familiare. Il discorso di apertura di uno dei testimoni mi ha particolarmente colpito: con una voce roca e tremante ha ripetuto insistentemente che la memoria non è un insieme di ricordi. Se la memoria consistesse nella ricostruzione minuziosa dei fatti, sarebbe inevitabilmente destinata ad inaridirsi. La memoria deve spingersi oltre la concretezza degli avvenimenti. Ricordare significa tendere verso un insieme di valori universali espressi nel passato ma riproponibili nel presente. Prima della commemorazione non avevo mai notato la placca marmorea che troneggia nell’atrio. Ora, ogni mattina, salendo le scale di corsa, impegnata nel trasporto mattutino equilibrista di una pila instabile di libri virgiliani, il mio occhio girovago si posa volontariamente su questi nomi iscritti nella pietra.

http://www.unistra.fr/clermont1943/soixantehuitans.html

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